lunedì 23 novembre 2009

Trasferta a Milano




Grazie per lo splendido week end mie belle madunnine! ;)

venerdì 20 novembre 2009

Sistemare questa vita


Ci sono giorni in cui si sente la pungente necessità di mettere ordine nella nostra esistenza.
Che questa sembri una frase fatta non c'è dubbio!..ma,aimè, è fatta talmente bene che è inevitabile sentirsela calzare a pennello!!
Sistemare qualcosa significa avere, improvvisamente, la voglia o l'idea (meglio la seconda!) di una vita regolata: una vita come si deve insomma!
Allora ci si siede finalmente ad un tavolo, ci si prende una pausa, si fa un bel respiro e si inizia a far sul serio.
Ci si svuota le tasche dai pezzetti di puzzle...che sono i nostri tanti e soliti pensieri.
Si capovolge la borsa e si scaraventa ogni singola cosa: rabbia, decisione, felicità, doveri e piaceri.
Ora è tutto lì.
Mille miscugli.
Confusione.
La metafora dei nostri correnti giorni.
Siamo faccia a faccia con ogni misera parte della medesima quotidianità.
Ora si dovrebbero posizionare tutti questi "oggetti" in fila.
Inventare e studiare una linea nuova da seguire.
Ogni tassello dovrebbe essere in un posto differente rispetto all'inzio.
Il problema nasce esattamente in questo istante!
Veniamo chiamati ad abituarci alla nuova collocazione della nostra realtà.
Ci sale già la paura.
Lei comincia a nascere dalla nostra mente e pervade tutto il corpo.
Di nuovo immobili.
No! Non è possibile!
No! Di nuovo!
Rallentiamo ancor prima di iniziare davvero.
Conigli!
Riempiti dal solito scazzo.
Pieni di giornate stanche e stipate.
Troppo smotivati.
Noi forse non siamo stati addestrati a vivere "bene".
Lo sbaglio e l'errore ci sembrano la norma.
La vita dovrebbe essere come quando decidi di guardarti un film sul divano.
Dovresti avere tutto a portata di mano, tutto comodo da raggiungere...
Hai le patatine, la coca-cola, il telecomando, le ciabatte..
Non c'è il minimo sforzo negli eventuali movimenti.
Le azioni sono giustificate e serene.
Perfetto!
Invece, ti accorgi che già dal mattino la tua vita non è così!!
Sempre con questo stato d'animo che pulsa come un dannato.
Sempre occupato nel pensiero continuo.
In teoria noi, però, ce l'abbiamo la possibilità di cambiare..volendo!!
Ce l'abbiamo un' altra chance.
Ma ci piace accorgerci di lei?
Oppure facciamo finta di non conoscerla?
Si sarebbe anche,ormai, stufi di scappare dalle decisioni.
Sacrificarci per un bene maggiore sarebbe, quantomeno, opportuno.
Insomma! Basta cazzate! Basta navigare nella mediocrità dei "pressochè"!!?
Completamente assorbiti da mille faccende.
Forse lo siamo non per necessità ma solo perchè ci è più comodo scappare da ciò che abbiamo.
Se ci fermassimo veramente, saremo chiamati a dare un freno ad ogni cosa, cambiare la direzione, mettere ordine.
Questa linda perfezione ci spaventa!
Non ne conosciamo gli eventuali effetti!
Allora che si fa???
La comodità ci avvolge come a proteggerci.
Fermi!
Da lì, su quel tavolo, si raggiunge senza difficoltà ciò che ci fa stare bene.
Io mi allungo un pò.
Prendo carta e penna.
Scrivo per trasformare tutto ciò che non conosco in fumo e mi riaggrappo alle solite certezze.
Per esempio: decido di scrivere..e lo faccio perchè ci credo ancora.
Ogni maledetto giorno, ogni volta!
Vorrei avere quella giusta passione nello scrivere, quel tanto che basta per farla sentire a chi mi legge.
Un giorno lessi la frase di uno famoso e diceva più o meno così: " Io scrivo per sapere cosa penso".
Questo vale anche per la sottoscritta!
Se non scrivessi, probabilmente, non avrei mai capito chi sono e cosa voglio.
Arrivo anche oggi ad una conclusione.
Io rimango sul divano.
Ho tutto comodo ma non bevo, non mangiucchio, non uso il telecomando, non mi alzo.
Alla TV trasmettono un film ma io non lo vedo: io sto guardando altro.
Io me ne sto lì a guardare un cartone animato.
Di quelli vecchi.
Quelli che ti piacciono finchè hai 90 anni.
Quelli davvero belli.
A me piacciono le cose di fantasia..e va benissimo così!
Accantonare ciò che mi so creare?
Ordinare la mia vita?
Passo a domani.

Ora ho da fare!






giovedì 19 novembre 2009

Inventi


Inventi le mie forme,
Lo stile, è quello tuo
Poso per ore davanti a te
Mi dipingi di sole
anche se non c'è
A un tratto
trovo me!
Inventi quei colori
Le ombre su di me
Poi chiudo gli occhi sul nome mio
Quel che inventi son sogni
son sempre io
Mi sento
dentro te!
Poi, mi scopro lì a volare il cielo su di me
Mentre la mia mano cerca te
Arrossisci un po
Ma non vuoi più mandarmi via
Inventi, la poesia!
Inventi, la poesia!
Inventi quella luce
Ma sono gli occhi miei!
Mentre ti guardo io non so più
Dove finisco io e cominci tu
Il sogno, la realtà?
Ogni volta io rinasco nei pensieri tuoi
Colorato e folle più che mai!
Arrossisci un po
Ma non vuoi più mandarmi via
Inventi, la poesia!
Inventi, la poesia!



Renato Zero



mercoledì 18 novembre 2009

§ Labirinto §


Cerco di capirne la grandezza da lontano.
Dalla collina più alta.
In punta dei piedi col collo all'insù.
Incuriosita decido di avvicinarmi.
Non so dire se ne sono spaventata.
Sicuramente allettata.
Sono sulla soglia.
Ecco il mio primo passo in quel labirinto.
Groviglio di indefiniti percorsi.
Proprio come me.
Come i miei pensieri ogni giorno.
Troverò presto la soluzione?
Vagherò senza risultato alcuno?
Dovrei appoggiare la mano destra alla parete destra di quei muri.
Sarà l'unico percorso che mi imporrà di non staccare mai la mia mano dalla parete stessa.
Dicono sia l'unico metodo per uscirne vivi.
E' un gioco che un pò spaventa.
Non so se adotterò questo stratagemma.
Rischio?
Meglio di no?
Calma e sola.
Alzo lo sguardo come una bimba che ammira il suo papà.
Scopro incredula che mi tengono per mano sacrificio e forza di combattere.
Le pene che attraverso.
La volontà in cui credo.
Sostenuta dal loro silenzio assenso mi addentro in vicoli sconosciuti.
Non conosco mete.
Non vedo spiragli per me.
Non esigo sapere.
In balìa di insensate figure che crea la mia mente.
Ci sono muri intorno a me?
Foglie verdi e brillanti?
Non capisco.
Si alterna il buio alla luce.
Ora più ansiosa.
Ora intrappolata.
Lo sono quando non vedo, non sento, non percepisco sensazioni.
Gelide le mura dove sbatto il mio corpo.
Corro e cado.
Mi rialzo ferita ma con la rabbia di trovare qualcosa.
Devo scappare.
Il respiro si fa affannoso.
Lo sento che sto male.
Dannata me e le mie paure.
Dovrei solo capire.
Mille occhi intrepidi puntati su di me.
C'è chi ride e si prende gioco del mio farmi male.
Mi affievolisco.
Divento sottile, quasi impercettibile.
Scervello ogni dettaglio e ricerco la strada che mi riconduce all'inzio di questo percorso.
Riassetto ciò che sono.
Alzo piano piano la mano destra.
Accarezzo quel muro...
Non è freddo, non è umido.
Non è roccia.
Ora sono foglie.
Le sento soffici.
Le vedo colorate di vaga speranza.
Le accarezzo come fossero un viso amico.
Senza paura.
Le sento piene.
Non le lascio mai e seguo la loro linea.
Serena e beata rallento dalla già iniziata frenesia.
E' sempre così.
Cose nuove è sinonimo di miglioramento.
E' doveroso per me intraprendere un passo di marcia.
Subito frenato dalla logica che comanda.
Cautela e respiro profondo.
Laggiù si avvicina pian piano un raggio.
Come a chiamarmi.
Sembra una favola.
Io come Alice nel Paese delle Meraviglie.
Spietati scorci che si trasformano in prati verdi di libertà.
Ma la mia vita è davvero una fiaba?
La mia vita forse è un labirinto?
Delirio che spicca il volo?
Silenzi immani tra mura indefinite?
Moltitudine di emozioni.
Sono troppe e non ne riconosco nessuna.
Sempre a metà.
Come nel labirinto anche nella vita.
Al centro di ogni cosa.
Circondata da prigioni e da liane per fuggire ovunque io voglia.
Non so davvero cosa ci sia di buono in tutto ciò.
Il labirinto è più parti di me.
La frenesia nell'arrivare.
Il timore per le sfide.
La voglia di essere.
Il freno nella mia mente.
La sfrontatezza nell'irreale.
L'imperterrita corsa.
L'illusione che so creare.
La via giusta che non mi fa mollare.
Entro per non uscire.
Lo sapevo già dall'inizio.
Era inevitabile andasse a finire così.
Non ve l'ho detto.
Io lo sapevo.
Quando entri poi non esci.
Io non esco.
Io non voglio uscire.
Io qui ci vivo.
Costuisco rifugi.
Respiro all'aria aperta.
Piove su di me.
Lavo via ciò che non voglio più per me.
Asciugo questi vestiti.
Saranno di nuovo belli per il mio prossimo incontro con un'altra me.


Segreti

Che io sia particolarmente sensibile alla musica si sa, ma ci sono canzoni che mi fanno impazzire.
Direi che se qualcuno provasse solo a dedicarmi queste parole io diventerei neve al sole in meno di un secondo!
Trovo queste frasi stupende. Mi danno l'idea di eternità, di qualcosa che si intreccia per non dividersi mai, di uno specchio dove riflettersi, di infinito che come tale deve rimanere per sempre.
Queste note sono la mia pace.
Sdraiata sul letto a guardare all'insù.


Restiamo l'ultima notte distesi sul letto
Guardando all'insù
Senza parlare, che cose da dire
Adesso non servono più
Domani, ovunque sarai
In ogni istante saprai
Per te non avrò segreti
E qui mi ritroverai
E poi in un minuto
Sarò l'uomo che vuoi
Così non avrò più sete
Ancora berrò
L'ultima goccia di te
In questo deserto che c'è
Sveglio, ma rimango muto
Trattengo il fiato come fai tu
È già mattino e tra poco quel treno
Parte e non torna più
Ora anche tu te ne vai
Non ti voltare, lo sai
Per te non avrò segreti
E qui mi ritroverai
E poi in un minuto
Sarò l'uomo che vuoi
Ed io non avrò più sete
In questo deserto che c'è
Così, tra mille anni
Ancora berrò l'ultima goccia di te
Ogni volta che vorrai io ci sarò
Basterà un tuo solo cenno ed io verrò
Per te non avrò segreti
E poi ogni minuto
Ancora berrò
L'ultima goccia di te
In questo deserto che c'è

Francesco Renga

lunedì 16 novembre 2009

Il cinema

Ho poco tempo per scrivere in questo periodo..e mi spiace un pò a dire il vero!
C'è un pensiero però.
Ed è nato sabato sera.
Sono andata al cinema dopo diverso tempo...forse un anno o anche più probabilmente.
Ho riscoperto quanta tristezza ci sia nell'andarci al giorno d'oggi.
Spiego.
Premetto che parlo da amante della pellicola e se potessi andrei a vedermi ogni genere di film tutte le sante sere.
Non lo faccio solo per ovvie ragioni ...vedi soldi e tempo!
Oggi, nel 2009, farei però marcia indietro da questa mia vecchia passione cinefila.
Un tempo, la cosa che più mi attirava del cinema era il cinema in sè.
Mi è sempre piaciuto entrarci.
Vedere il signore + signora alla cassa (spesso gestori marito e moglie).
Non fare colonne interminabili.
Prendermi il biglietto attraverso il vetro (tipo in posta per capirci).
Entrare e via.
Ora ci sono troppi specchietti per le allodole che distraggono.
Percorsi da fare attraverso una serie di caramelle gommose, cocacole gigantesche che fanno quasi paura, pupazzetti da nonprenderemai col gancio, videogiochi spara tagliandini per ritirare i premi (?!)ecc..
Non si respira più aria di buono.
Tutto sa di plastica, tutto è finto,tutto è moderno.
Troppa sfarzosità.
Mi sento soffocare.
La magia dei cinema che piacciono a me è scomparsa.
Quella è data dalla tenda di velluto!
Ebbene sì!
Sarò una stupida... ma spostare la tenda pesante di velluto rosso, vedere la sala e cercare il posto che più mi piace ..è fico!
Non voglio avere un foglietto che mi dice SALA 4 , FILA 10, POSTO 15.
Non sto giocando a battaglia navale!
"Signorina, è stata colpita e affondata! Si sieda!"
Decidere da me la poltroncina preferita e incazzarmi se uno me l'ha fregata un secondo prima..è una cosa che ancora mi potrebbe emozionare!!
Questo è lo spirito da film!
Poche pubblicità iniziali.
Niente donne che si immergono nelle vasche SVAI, niente macchine NISSAN che combattono, niente OPUS (detto SUPO) PROCLAMA, niente di tutto ciò!
Se poi dovessi parlare della risoluzione dei film stenderei un velo pietoso già prima di iniziare!
Se prendo in esempio l'UCI direi che la luce proiettata sulla pellicola fa schifo e se attaccassi la telecamera che avevano i miei per filmare le mie recite alle elementari farei un figurone! Neanche proponessi una scoperta futuristica dell'anno 2047!
Vabbè!
Rimane il fatto che la maniera in cui mi obbligano ora a guardarmi un film mi fa davvero schifo!
E' tutto troppo freddo.
Io ricordo quando andavo anni fa....era tutto più romantico..
Non so come spiegare...Erano serate più intime o pomeriggi più soddisfacenti!
Oggi mi danno più colpi al cuore due bicchieri di vino in enoteca che un Tarantino all'UCI!!!
E sto parlando di Tarantino..non di Mario Rossi dal Pozzo!!!
Continuerò ad usare le mie 4/5 tessere DVD di Bovolone e zone limitrofe....ho già capito che il velluto rimarrà solo un vecchio ricordo!
Aimè.

venerdì 6 novembre 2009

---Trio---

Se dico Trio ..io dico Noi!







Un piccolo pensiero per voi...