lunedì 10 gennaio 2011

La V Dipendente.

Provavi piacere
ma rovinavi i tuoi giorni.
Fatta di sensazioni piacevoli
che toglievano mente e fisico.
Dipendente e insidiosa,
mai più senza di lei.
La tua unica amica.
Preferivi lei.
Io non bastavo.
Ma l'abitudine ti ha portata giù,
in un luogo senza ritorno.
Ora, qui, non ci sei.
Ed io punisco ciò che non ho fatto.
Ingiusto male, 
che serve.
E mi ritorni negli occhi.
Quant'eri bella:
quanto non sei più stata così.


venerdì 7 gennaio 2011

Mente colpevole.

Voglio vestirmi della tua vanità:
nella danza rabbiosa e rea,
nella bellezza e nella vera passione.
La regina suadente.
Mi autodistruggo.
Perdo le memorie e l'intelletto
mi spezzo dolcemente
e non ho cura.
Grido dallo strazio
e supplico di riavere la mia droga.
Lussuriosa ed eccitante
volteggi assordante sul groviglio dei nostri corpi.
L'eleganza che doni
lotta tra i scuri e peccaminosi atti.
La notte dell'errore
si fa dama serena
e niente lacera l'aria.
Scompare lo sbaglio sotto un mantello amico.
Mai più processati nel nome d'una idea.
Copiosi fino al prossimo momento.

Malua

Non c'è tempo dimenticato.
Un pò perchè è inevitabile
un pò perchè aiuta "stare uniti".
Tra luoghi già noti 
e strade sconosciute
insieme ancora oggi.
E gli occhi parlano per noi.
C'insegna vederci cresciuti,
nonostante gli amori finiti,
senza la stessa gente attorno.
Il parlare scherzoso
rimane nell'aria
e tutto è sempre uguale.
Amico mio.
Via dalle delusioni, dai rancori,
da ciò che non ci appartiene più.
Per noi solo serate e magnifiche chiacchierate.
Non serve la quantità delle azioni.
Il risultato l'abbiam già premeditato.



Sai dove trovarmi.

Se pensi a dare un nome alle cose
non sempre riesci.
Cerchi il modo migliore
 per dare senso a quella ricorrenza.
Non serve.
E' la naturalezza che ci fa incontrare.
Io sono ancora qui.
Qui per sentire le tue noie.
Sai dove trovarmi.
Non mi muovo
e condivido le esperienze.
Inchiodo me stessa all'asse della nostra abitudine.
Sembreremo pazzi
ci faremo bene
ci faremo anche del male.
Guarda verso il mio sole,
vivrai di luce che alimenta anche te.
Quel senso di pace che rievochi quando arrivi a me.
Sono io la tua conferma.
Lo specchio che riflette ciò che nel cuore sei.
Il fatto di essere l'unicità che altrove non esiste. 



mercoledì 5 gennaio 2011

Pensiero 3

Avrò iniziato 10 volte questa riga.
La verità sta nel fatto che non ho idea di "come dire".
Quando non sai bene "dove sei" con la testa è sempre un casino..sia per uno che non scrive sia per uno che scrive.
A volte ingiro leggo sui blog di tipi che dicono "se non sai che cacchio scrivere devi fare a meno sennò scrivi puttanate!"..Bhè condivido fino ad un certo punto.
A casa ho diversi fogli con una riga soltanto ed è ammirevole anche aver avuto SOLO il coraggio di iniziare: lodevole.
Parliamo di tirar fuori le palle!
Chi non ha mai scritto non può capire a cosa mi riferisco. E' difficile trovare le cose giuste da dire e ti capita di balbettare anche con una penna. Capibile per chi ha un cuore e lo vuole aprire ad altri.
Sarebbe perfetto lanciarsi a capofitto su un foglio e buttar giu cose come se piovesse, innondazioni di parole, spedite e dirette. Ma c'è anche altro a volte. Ci sono quei momenti dove senti di esternare qualcosa di non ben definito e lo fai come puoi...io scrivo qui.
Non ha senso ciò che sto lasciando indietro ora secondo dopo secondo, ma non mi colpevolizzo sul fatto di non avere una retta via, un punto d'arrivo. Chissenefrega.
Dico solo che credo di essere felice. Sono in una di quelle fasi che vedi la gente sorridere, che ti senti che vali qualcosa per qualcuno, che vai bene così. 
Piccoli abbagli forse ..ma non credo poi tanto. Voglio crederci!! io che della positività faccio una regola che non seguo mai ma impongo agli altri!
Mi piace pensare che l'accettazione arriva a bussare alla casa di tutti prima o poi. Le apri e le offri un caffè e ci inizi a parlare.
T'insegna che la drammaticità che vedi, spesso non c'è davvero, te la crei e stop.
E' come non voler evadere da una cella. Sai che ci devi stare e ci stai. Semplice!
Finisco qui il pensiero beato e felice.
La conclusione perfetta.
Ogni tanto!

Scoppiare.



E ti sentirai scoppiare prima o poi.
Sarà forte, 
una botta alla testa e al cuore.
Qualcosa che non conosci
con qualcosa che è nato con te: mischiato.
A terra. Ai tuoi piedi.
Accompagnato da un pensiero che ti porta al risveglio.
E li ti appoggerai,
faticando nell'alzarti,
perchè quel che resta è ciò che sei.
Coglierai il significato esatto,
rileggerai la tua storia.
Scoppierai e non sarà un dolore,
sarà quello che porti dentro
quello che resterà oggi.
Quello per cui davvero vivi.

Conquista

Raggiungere una cattiverie memoriale:
lo scopo di una sera.
Costringersi a sputare,
innocentemente e consapevolmente.
Un'ambizione alta
sostenuta dall'umorismo per se stessi,
che ancora c'è
che ingenuo rimane.
Semplice e toccante è la poesia,
scandisce la memoria
intitola un nuovo capitolo.
Conquista suprema.