martedì 20 ottobre 2009

20 ottobre 2009

Dovrei smettere di pensare, servirebbe solo staccare la spina per far scomparire quella luce fioca e guardare in faccia il buio, il nulla..qualcosa senza nome nè identità.
Lo so che dovrei ma è difficile.
Qui a rincorrere qualcosa che non ho, che forse nemmeno conosco più, che ostino nonostante tutto ciò che vedo.
E' così che va la vita, possiedi qualcosa ma alzi gli occhi oltre ogni ostacolo perchè hai bisogno di scoprire cosa ci potrebbe essere ancora per te.
Non sai o forse si. Credi ma forse non è così. Immagini ma forse non è abbastanza.
E' come essere soli con le proprie domande e i propri dubbi.
Continuamente tutto gira e non trova un angolo per fermarsi.
E' fingersi soli nonostante ci siano volti cari e cuori che battono perchè tu esisti.
Solo in attesa di piccoli gesti che non fanno parte di questa realtà, solo aggrappata alla semplicità che ora manca, solo speranzosa di altro.
Riconosco che questa è finzione, so che è un frutto attaccato al ramo più alto.
Ci sono stati di continua invisibilità dove, in essi, confermo questo mio concetto e lo lascio scorrere lentamente.
Io so cosa vorrei e non lo so affatto.
Mai detta più sincera verità.
Questa è una fondata certezza..anche se la si descriverebbe in tutt'altra maniera...aimè per chi non conosce.

sabato 17 ottobre 2009

17 ottobre 2009

Ci sono aggettivi che contraddistinguono la vita di ogni persona..i tuoi erano : una presunta autorità, determinazione e convinzione ferrea.
Difficile capirti.
C'era però chi era tuo alleato, c'era chi con te non entrava in sintonia, c'era chi lottava per unire tutti in un grande abbraccio.
Le persone si scoprono pian piano, si tolgono il velo che generalmente le copre e tutto si fa semplice.
Nascono gioie e se ne vanno i rancori.
Conosci cuori grandi che hanno da sempre vissuto della tua luce, impari a leggere negli altrui occhi e percepisci affetto, ti accorgi di chi ti ama davvero.
Ora si respira solo aria che profuma di malinconia.
Ricordiamoci mano nella mano, ricordiamoci sorridenti, ricordiamoci come una cosa sola.
Un abbraccio per trasmetterti calore.
Un grazie continuo e sincero per tutto ciò che hai voluto condividere con ognuno di noi.
A te nonno. Lisa

venerdì 16 ottobre 2009

Un viaggio in treno..


Mi è sempre piaciuto viaggiare in treno.

Individuo la poltroncina che fa per me e decido che, per oggi, quello sarà il mio nuovo punto d'osservazione.
Mi guardo attorno un pò spaesata e c'è chi legge, chi scrive, chi lavora al pc, chi ascolta l'ipod, chi sbraita, chi nemmeno si nota, quello davvero bello, quella davvero grassa, quello che ci prova con occhio languido, quella che ti guarda se hai l'abbigliamento migliore del suo, quello che con uno sguardo capisci che gli stai immediatamente sulle palle perchè l'hai sfiorato con lo zaino, c'è lo studente scazzato, l'uomo posato, l'extracomunitario che chissà dove va!
Molte situazioni che si incrociano per un ora o forse più.
Si uniscono per impararsi e ignorarsi.
Fisso fuori dal finestrino e se è primavera vedo gli alberi, il verde dei campi e il cielo pieno di sole...se è inverno, invece, appanno il vetro col mio respiro e tra il buio della sera lascio che i miei pensieri creino forme.
Uno dietro l altro.
Confusi.
Scivolano sui binari e non riesco a vederli.
Non riesco a dar loro un vero significato.
Si frantumano.
Forse a loro bastava solo uscire dalla mia testa.
Creo e cancello.
Vivo per un istante solamente.
Quasi sempre mi concentro su una persona a caso, mi interesso di cio' che è, cosa fa e dove va..è tutto nella mia immaginazione ma nessuno sa quanto adoro che sia così!
Creo un personaggio e con foglio e penna lo faccio nascere pian piano..
Scrivo di lui o addirittura per lui!
Arrivo a scoprire ogni cosa, ogni suo nascosto segreto...e lui non lo saprà mai!
Puntualmente, dopo un pò, mi stufo...e sento l'esigenza di concentrarmi su di me (lo scopo finale sono sempre io!).
Chiudo il cerchio insomma!
Qui inizia la scalata ma sulla cima di questa montagna non so cosa troverò.
Non mi spaventa.
Continuo a viaggiare.
Il treno mi da quella strana e beata sensazione che pochi riuscirebbero a donarmi sulla terra ferma.
Mi porta via, mi fa sentire sola e mi disintossica.
Quasi sicuramente mi piace perchè è uno di quei luoghi dove ci si rifugia.
Ognuno di noi ha una sua dimensione, un posto fatato, un nascondiglio qualunque, una scorciatoia per sviare la solita strada, un casa dolce casa.
L'importante è che qui tu possa volare via e nessuno riesca a raggiungerti..mai!

E se il tempo si fermasse


E se il tempo si fermasse ancor prima che tu decida di voltarti?
E se il tempo si fermasse per non lasciarmi più sola?
E se il tempo si fermasse per liberarci da obblighi e costrizioni?
E se il tempo si fermasse per dirmi ciò che non osi mai?
E se il tempo si fermasse sulle note della nostra canzone?
E se il tempo si fermasse permettendoci di crescere come increduli bambini?
E se il tempo si fermasse in questo foglio e lo trasformasse in vita vera?
E se il tempo si fermasse per non scivolare tra i soliti pensieri?
E se il tempo si fermasse tra quelle mani che io adoro?
E se il tempo si fermasse perchè i miei momenti dovrebbero essere anche i tuoi?
E se il tempo si fermasse perchè siamo noi finalmente a decidere?
E se il tempo si fermasse per far entrare sempre luce in quella stanza?
E se il tempo si fermasse per cancellare in un attimo tutto ciò che non ci appartiene?
E se il tempo si fermasse per guardarci negli occhi e sentirci nudi?
E se il tempo si fermasse per risolvere i nostri errori?
E se il tempo si fermasse per placare il bisogno di noi?

giovedì 15 ottobre 2009

Tic Tac





Le lancette di quell' orologio
scandivano il tempo che mi fuggiva di mano.
Seduta ad osservare la mia vita che volava troppo distante,
quasi a non riuscire a raggiungerla più.
La sentivo la voce,
mi era così amica,
mi voleva accanto a lei
desiderava avermi
imprecava ancora noi
ma tutto urtava e stizziva il mio cuore.
Mi toglievo di dosso la verità
e rientravo nella solità quotidianità.
Ero a digiuno dal mio pane
ero assetata del mio mare.
Una sola goccia mi concedevo
per poi custodirla come fosse l'ultima
che avrebbe lottato per la mia salvezza.
Non conoscevo oppure non volevo
non immaginavo oppure non affrontavo
non rincorrevo, ma si sappia che io volevo!
Seduta ancora sulla stessa sedia
sento ancora quel rumore di orologio,
mi penetra nella testa
mi ricorda che sono ancora al vecchio e conosciuto punto di partenza.

Prigione


Esteriormente semplici.
Dentro prigionieri.
Liberi e bradi per gli altri
che ignorano le sbarre che abbiamo nel cuore.
Ci piace essere rinchiusi.
Si! Privateci di aria!
I muri ci tolgono la prospettiva.

Calma apparente
e desiderio di rincorrere qualcosa che là fuori ci attende.
Sfoggiamo le chiavi.
Scappiamo per poi morire di sete e fame.
Prigionieri di legami,
paure, oggetti, persone,
bisogni, insoddisfazioni, menti,
motivazioni,
sogni e realtà.

Gli orizzonti sono chiusi ai sensi.
Freddo è questo pavimento che ci raccoglie.
Servili al suo grigiore.
Poggiamo le nostre mani
su quel gelido confine
pronto ad imporci autocontrollo e impassibilità.

Impedimenti e voglia di confidenze.

Entra poca luce
ci infastidisce
ma ci fa sognare,
sappiamo quanto sia fondamentale.


Incatenati per dovere
liberi per realizzare il nostro volere.

C'era pace...




















C'era la pace.
C'era solo quella.
Poi un istante per capire che quella notizia
l'avrebbe spazzata via.

Sono tristi quelle grigie pareti d'ospedale
sono preoccupati i tuoi occhi
che non conoscono
ancora risposte.


Mastichi amaro
respiri sconfitto.
Ce l'hai con te
con i tuoi
con chi si scorda che ci sei
con chi ti ha colpito senza avviso
con questa telefonata arrivata anonima.


I tuoi pensieri si spengono al nascere.
La mia luce ti da energia.
Lo sai che ti riservo forza.


Io,
incosciente innanzi a difficoltà mai vissute
sorrido con gli occhi velati.
Vedi in me la tua dolce ninna nanna,
io ti riporto nel vecchio mondo..
quello in cui c'era solo pace.