martedì 10 gennaio 2012

Pillola del giorno:

PER CERTE COSE BISOGNA ESSERE IN DUE.

sabato 7 gennaio 2012

Fogli.

A volte lo faccio. Ho preso su da casa un pò di carte e me lo sono messe in borsa, ci ho buttato dentro anche una penna e l'agenda. Prendo fogli a caso da un cassetto ben preciso.
Mi sembra poi di reinventare e di scoprire qualcosa di nuovo.
Accendo ITunes e quell'ora di assenza dal mondo inizia dolcemente.
Mi trovo ad avere in mano stampe di Word e mi accorgo di quanto sono stupida a volte! 
Capita che io legga di qua e di là righe bellissime, in grado di farmi emozionare, decido di tenerle per me, le incido sull'inchiostro e poi non scrivo chi le ha create, una data, un cavolo di riferimento.
Poi il tempo passa, ovviamente dimentichi e (come stamattina) sto qua con un pezzo di carta anonimo in mano con la speranza di un flash perchè le parole hanno più senso se sai chi le ha create.
Mah...ho davvero zero idee.
Oltre alla mia poca attenzione c'è anche il fattore "modernità"...se fosse stata una vecchia lettera avrei riconosciuto la scrittura, gli errori, le indecisioni, il marcare un'idea, l'urlare qualcosa....sarebbe stato estremamente facile e veloce.
Questa mattina penso che il mio continuare a scrivere su carta voglia essere un'imposizione marcata di ciò che sono e voglio far vedere. Forse un giorno qualcuno rovistando tra le mie mille scartoffie capirà davvero cosa volevo dire in quel momento di cuore e penna che segna i miei pensieri. 
Per ogni persona si scrive in maniera diversa, ne sono convinta in maniera assoluta.
Certi termini hanno un solo destinatario, così come le canzoni..alcune le puoi attribuire ad un solo soggetto.
A me piace fare così.
Trovo estremamente personale quello che faccio, nonostante io lo stia condividendo con voi.
Parlo del fatto di riprendere in mano ciò che si è stato e si è per far crescere il futuro.
Lo si fa per dar forma alla vita e anche a ciò che scriverò prossimamente.
Si vive sempre di esperienza e che ci piaccia o no mutiamo in qualcosa.
A volte non vorrei mai farlo.
Leggo ciò che scrivevo e mi vedo estremamente dolce, sicura ma incazzata col mondo da una stanza.
Mi faccio tenerezza e vorrei davvero riscoprire cosa volava nella mia testa in quei pomeriggi grigi con lo stereo alto quanto basta o basso quasi spento.
Spesso prendo una sedia di quelle con le rotelle e mi metto accanto a quella ragazzina un pò così e spio le sue emozioni, cerco di scovare un altro segreto..forse la voglio copiare.
Inevitabilmente sembra che si accorga di me ogni volta e scrive velocemente appoggiando l'altra mano sul foglio nascondendo le sue verità.
Oggi non sono così.
Ero innocente, ce n'era di gente innocente.
Mi manca quella parte di me che forse c'è ancora ma non posso imitare liberamente.
Mi viene un nodo alla gola quando ho in mano i miei fogli appesantiti da segni di penne blu, mi commuovo pure perchè col tatto arrivo come una freccia al mio cuore. Pazzesco!
Come può un foglio protocollo, una pagina strappata male metterti davanti alla tua vita?
Comunque dicevo che non so di chi siano queste righe magnifiche che ho sotto mano, google non mi aiuta, la mia memoria neanche, lo stile di scrittura nemmeno...in ogni caso mi danno gioia.
Io non voglio perdere mai questo sembrare idiota.
In un mondo che corre sicuramente più veloce di me, io voglio le mie tradizioni, vorrei che tanta gente facesse come me e non scordasse i piccoli piaceri che non costano nulla se non la scoperta di un sentimento.
Le cose più vere della vita sono queste, quello che siamo davvero...in base a questo poi si può arrivare ovunque.
Non parlo alle persone di questi sogni perchè il 99% non darebbe valore alle mie idee, le valuterebbe stupide e sognatrici, mi direbbero che la vita è informatizzata in tutto e per tutto, che è moderna e fredda e mi farebbero notare la mia voglia insensata di restare indietro.
Io qui ci sto bene, non vorrei mai mi imponessero qualcosa di diverso.
Non sono una persona che dimentica quello che vale la pena vivere solo per stare al passo con i tempi...non è per me grazie!
Ripiego in 4 queste carte e senza un ordine le ributto nella cartellina di plastica come a far confusione, come per non avere una logica per la prossima volta che le riprenderò in mano.
Mi accorgo che ho scritto veramente tanto e la cosa bella, se si tratta di cose mie, è che sò sempre per chi erano quelle parole...
E' questo che amo dello scrivere: incidere un'emozione momentanea che durerà per sempre.
Se adesso scrivessi 2 righe e le riprendessi in mano tra 20 anni rivivrei la stessa gioia o sgomento.
Non è nemmeno un discorso di esser bravi o meno è la forza smisurata del metter su del bianco tutta me stessa.
Ci si riconosce tra persone uguali.

giovedì 5 gennaio 2012

Cade un'eroe.

Un uomo che piange
puoi vederlo
solo immaginarlo
sentirlo tra i kilometri.
E' la caduta della forza
che non è detto viva dentro
nonostante le spalle a fare da tetto.
Lontano da occhi indiscreti
per non subire giudizio.
Piccolo gesto umano
fragile
che cancella la saggezza.
Grande bisogno
che cerca salvezza.
Piovono lacrime
e ne percepisci il peso
il calore infero del dispiacere
il rumore a terra
lo schianto delle speranze
che si cancellano
che non fan ritornare un volere.
Si calma un dolore
in un uomo
vuoto dal sale
colmo ancora di Lui.




mercoledì 4 gennaio 2012

Don't cry

Oggi andrei ad un concerto dei Guns N'Roses : sarei a mio agio.
Probabilmente avrei un senso solo lì.
Starei a guardare quel biondo coi capelli lunghi e la faccia d'angelo che ondeggia sui fianchi e ruota fili di microfoni.
Canterebbe per me e altre poche persone ovviamente scelte da me.
Alternerei una parola ad un ssshhhh ascolta!, mi sentirei davvero bene, mi lascerei andare a quella sensazione di assoluta instabilità e incoerenza che amo tanto, slaccerei gli spaghi che mi legano i pensieri anche in questo momento e farei cadere tutto.
Mi vedo a muovere piano piano la testa per mantenere un ritmo melodico e poi forte forte per battere le note dure e incisive che mi servono, serve tutto per stare bene.
Mi vedo là, seduta su un divano di quelli di pelle vecchia e usata all'infinito, magari dondolante mentre uno con gli occhi azzurri, camicia aperta a quadretti e jeans strappati si avvicina per farmi un sorriso come per dirmi "vedo che sei pura oggi".
Un pianoforte e una bandana farebbero poi parte dei ricordi di questo distaccamento immaginato.
Subirei la lacerazione del mio corpo e ne sarei grata all'infinito.
Chi c'è in quella stanza è ciò che mi basta.
E' sempre così che và a finire quando rivivi i tuoi sogni. Baceresti tutti perchè sarebbe baciare te, corrisponderebbe ad amarti e a esser parte di un entità che racchiude chi fa parte del tuo cerchio.
Non sarebbe nulla di platonico, semplicemente significherebbe applaudire ad un gruppo che non suona e canta solamente ma vive con te ovunque.


ITINERARI NELLA PSICHE TRA LETTERATURA E MUSICA


 

Photo
Quando le parole diventano “vive” e “potenti” dove ci portano? La musica è una buona compagna in questo andare? Un viaggio attraverso la lettura di pagine che parlano delle emozioni fondamentali della vita, che ciascuno di noi poi traduce in una esperienza soggettiva e unica, quindi difficile da comunicare. Un percorso avventuroso in cui i partecipanti potranno influire sulla direzione da prendere o decidere dove fermarsi, circondati dalle suggestioni di autori che hanno saputo trovare e andare oltre la parola nella descrizione dell’esperienza di vivere 



Abbandoniamo cosa non serve per esperienze nuove... proviamo anche questo corso...
Musica e parole di certo mi stanno simpatiche!
100 per 100 ginnastica al cervello!

Idea

L'importante è non perdere l'idea che sia ha di sè.
Balle sono quelle di chi nega spinte e tendenze emotive.
Sono acqua
senza di essa non si sopravvive,
si muore lenti
cercando invano un rifugio.
Ammettere la stupidità e accusarsi
chissenefrega se la voce della saggezza ci dà contro
ci punta il dito del trasgressore
e ci spinge a terra.
Ci si rialza sempre
si sa,
non muterà mai l'essenza che ci disegna
e ci piangiamo su
per confondere chi guarda
e ci ridiamo su
per confermare l'accettazione di ciò che fondamentalmente ci piace.
Ed è così.
Si cade in compromessi normali
nè forzati nè studiati.
Confusione decisamente chiara
senza fine e meta.
L'importante è non perdere l'idea che sia ha di sè.
Rendiamo conto a noi.

Sintomo.

Sono quella che si vede
ma gli altri non conoscono
e se divento immaginazione
non nego la lusinga
ma non confermo la speranza.
Potrei perdere la giovinezza
correre per aggrapparmi ad una mano
appassionarmi ammalandomi.
Divorerei ciò che disturba
lo eliminerei agli occhi
ma vivrebbe dentro.
Camminerei nel cuore
guardandomi attorno in cerca di una vita.