venerdì 18 luglio 2014

Stufa di correre dietro alla gente.

martedì 8 luglio 2014

Menage

"Non mi interessa quel che dice il mondo. Chi sta nel mondo mi fa schifo". Sbatte' la scatola di latta e mi guardo' fissa negli occhi. Facevo parte di un menage assurdo: io, lui e l'indignazione. Mi preoccupava la sete di vendetta, focalizzavo l'attenzione sui pochi minuti crescenti che mi concedeva, dove la scalata era leggera, dove la salita finiva, dove annaspava e c'era uno spicchio di sole ad aspettarlo. Felice lo era ma soppravviveva solo per me. Ero un esperimento all'inizio, un diversivo, una parvenza di strada piana. Scopri' che ero pazza, che non mi si poteva considerare in una sola visione. Si e' deciso senza accordi di essere in simbiosi ma quali sono i limiti di un rapporto cosi? Non so chi sono ma ci sono. Abbiamo un passato, un adesso e una vita che ci riflette di una luce intrigante, un orgoglio diretto che ci rovesciamo addosso. "Non puoi metterti una camicia qualche volta? Sembreresti serio." " Mi prendi per il culo?" "Si". Era energia. Mi pregava di essere una domanda del genere. Ho modo, occhi brillanti e invasivi. Potevo improvvisarmi sorpresa, sorda, vicina, veloce, incurante, brava a letto, semplice, chiunque. Lui no. E' un discorso di prospettive. "Vaghi" e' un cesto di parole con uguale significato ma il tono arrabbiato lo si percepisce diverso dal tono soffocato. Lo amavo per quei tagli. In termini sinceri e' questo il punto, la tiepida possibilita' che credi di avere costringe a non fare. Obbedire, paralizzarsi e vagare in un tepore interiore che va da qui a li, da dentro una scatola fino ad una donna che ti sta per baciare.

venerdì 4 luglio 2014

Corri. Da fermo le cose si vedono in faccia, nitide, assolutamente forti...e tu non lo sei.

giovedì 3 luglio 2014

Mi appassiona filosofeggiare sulle cose, con la gente. Poi ci sono quelli che ti guardano con sospetto misto a insofferenza e fatalita' son sempre quelli che alla fine della fiera hanno un pachetto di due argomenti e ti intortano ore con aria. Un consiglio e' che a parlare di cagate son bravi tutti e usare un po' di ragionamento, spesso, non dovrebbe creare fastidi ma metodi per arricchirsi. Chi ha orecchie x intendere...sarebbe ora!

sabato 28 giugno 2014

Fantasia

Non ho mai rinunciato alla fantasia, mi ci sono aggrappata volentieri, mi ha aiutato, spesso l'ho odiata, altre volte mi ha dato intraprendenza, ha migliorato rapporti umani, ha creato cio' che mancava. Ero una di quelle che ce l'aveva il moroso inventato, non l'amico ma il moroso, ho il bisogno di amore e se non lo trovavo quando inizi a capire cos 'e' cosa fai? Te lo crei. Non ero per niente bella e di esplicito che venisse a dirmelo non ho mai beccato nessuno ...ed e' ancora peggio. Ho l'attitudine al solo anche per questo credo. Il mio tipo era biondo ed era Simone. Non mi piacciono ne' i biondi ne' il nome Simone e credo fosse un segno per vie traverse. Abitava la' e mi scriveva, mi pensava, era fondamentale fossi la sua routine. Sapeva decidere, non come quelli che becchi ingiro adesso:voleva me. Poi a Simone ho detto Ciao, incomprensioni,capita. Passo ore di notte a punterellare un foglio e uso le mani per passarci sopra veloce, sento i buchi, anche nello stomaco. Poi improvvisamente arriva e mi sussurra nell'orecchio e mi fa impazzire ma non parlo di ormoni ma perche' e' una signor delicatezza che non si fa quasi piu'. Si urla se si canta, quando ti tagliano la strada. Nei giorni migliori ci sono parole a petalo e suoni lenti. Brevi performance di anime coordinate perfettamente, incastrati come talenti in un museo: da ammirare. Leggere dovrei farlo piu' spesso ma non posso, non di corsa, non quando sei fuori tempo. Per fare la tinta ci vogliono 45 minuti, per fare il letto 3, aspettare che finisca di piovere non lo sai. Mi viene da dire Borotalco, non lo uso mai ma e' uno di quei profumi che sanno di eterno, di naturalita', purezza, di non fine. Concetti e abitudini, capita, non mutino mai perche' e' la fantasia che non te lo permette, sono linguaggi giusti, talmente azzeccati per risollevarti che non avrebbe senso sostituirli. Quel che uno e' funziona cosi'. Dicevo, poi mi guarda e m' incanto, e' filosofia, casualita', conosciuto sconosciuto, inusuale e ufficiale. Nell'incapacita' di certi istanti calcolo che ce saranno, forse pochi, ma colmi di fantasia. La mia.
Mi piace pensare che al proprio istinto uno ci dovrebbe credere sempre, senza guardarsi attorno per cercare altro. Hai una certezza ma non la vuoi ammettere. Hai il sentore che e' bene o male ma sembra che non sia abbastanza. Cosa vogliamo? Sbagliare sapendo di farlo .Credo sia in dotazione all uomo. Infastidisce essere diversi dalla propria natura e ancora di piu commettere quel che andrebbe evitato. Sedati non si vive mai o forse nella testa. Si agisce e andra' come forse non era scritto se solo si fosse usato l intuizione del sapere cosa ci rende 100.

venerdì 20 giugno 2014

Una grande parola.

Esistere è una grande parola. Ci sei. Non vuol dire altro. Quello che mi fa paura è il come. Paura è una grande parola. Vuol dire che hai pensato al poi. Quando mi si pone la domanda se una cosa va fatta oppure no mi dico " devo vivere al massimo". La risposta è più facile di quel che si pensa molto spesso. Ammetterlo è ingarbugliato o praticamente troppo semplice. La semplicità è una grande parola. Bianco, un gesto, uno sguardo, una strada, nero. Nell'essenza c'è l'energia e negli altri profumi? Non fermarsi è una grande parola...se si ha il coraggio di farlo.