giovedì 20 febbraio 2014

Con gli occhi chiusi a sognare chissa' cosa,
io sto li,
sei bello da morire
ti guardo e penso a nulla
ho la percezione d'essere indispensabile.
  Sono improvvisamente certa di appartenere a te e tu a me.
Eccomi capace di piangere e sorridere,
ho da poco imparato cos'e' la protezione e l'infinito amore per cio' che senti indivisibile.
Orgogliosa gia' da ora
mi addormento in quel tuo odore di tenerezza.
E tutto prende un senso.
Il senso della felicità che non si può dire.

mercoledì 15 gennaio 2014

Nel modo piu' provvisorio del mondo ad un passo dal decidere riempiti di tranquillanti e la voglia di volare. Per la strada pieno di macchine nelle pozzanghere la perplessita' l'identica scoperta amara. Strattonata da spalle larghe gentiluomini senza posto e spiriti condiscendenti. Eviti se conosci. Una lima di separazione tra i fatti e le fatiche. Frugando tra parole e vaghe gratificazioni strappo una spina fatta a farfalla. Un quadro di colori. Guardata da vicino solo incantevole e perduta.
se c'e'una cosa che ho sempre pensato di non meritare e' un linguaggio violento perche' solo l'educazione ci rende nobili.

martedì 14 gennaio 2014

Così.

Solo un'altra volta ho visto "così". "Così" come si può definire?
"Così" ha parametri fondati sull' insaputa: è fascino.
Più si riesce a percepire facciata e cuore più si avrà un ricco "così". E' un corto richiamo, una consistenza che non tocchi.
Ho visto "così" quella volta dove ho improvvisamente pensato che la vita ti fa regali meravigliosi. Occhi tremanti "così" come il respiro. Va "così". In un ennesimo giorno ecco che ci si vede "così". Esser "così" è semplice, naturale, una linea facile, quella per cui si è nati infondo.
Esser "così", dire "così", pensare "così", vivere "così".
"Così" è un risultato che gli altri amano e non ti vorrebbero rubare mai, probabilmente non si sa di averlo, un concetto che si può spiegare solo "così". Una parola presente in cui rifugiarsi.

giovedì 9 gennaio 2014

Dignita'

Dopo l'attesa la voce. Una nota sporca il respiro. Dolcissima la luce. Magnifico lo spazio della dignita'. Giocando tra sordi si prosegue prestandosi. Cosi', una rarefatta acerba forza inganna la solita distrazione. Rinasceremo poi, laggiu', occhi fissi tra passi un po' smarriti.

mercoledì 8 gennaio 2014

Una vita perfetta ha qualcosa di sbagliato ponderare le decisioni e' gia' una sorta di truffa non accorgersi che una favola era solo carta e disegno e' da stupidi Che idiozia i sentimenti tanto falsi quanto veri tanto illusori quanto belli da toccare Non credere e' difficile quando quel che hai fatto fino ad ora ti imponeva la parte opposta e per ogni sorriso ti spunta un dubbio per ogni abbraccio rimedi con una speranza che non avverra' Costringersi ad una visione lontana e mai immaginata e' da persone brave a vivere. Io vado altrove con le convizioni, sempre le solite, sempre tangibili che sanno d'amore.

sabato 21 dicembre 2013

Ciao Homer

Ti ho visto piccolo in quel garage con i tuoi fratellini, ho scelto te perché tra tutti avevi gli occhi dolci, eri tranquillo e la macchietta sulla lingua mi ha strappato subito un sorriso. Ero una bambina con il suo primo amore tra le braccia, un batuffolone nero nero. Un peluche dal nome Homer come il papà dei Simpson perché, da lì a poco, saresti diventato grosso e goloso. Quante ne abbiamo viste e fatte insieme. Nei giorni dove ero triste ti cercavo quando nessuno ci vedeva, anche di sera, nel buio ti parlavo e mi ascoltavi mentre la notte ci nascondeva in un frangente magico. Mi dicevi quanto mi eri vicino con quello sguardo che non si può scordare, mi leccavi la mano, alzavi quel culone perché volevi giocare e mi sentivo di nuovo al sicuro, protetta e pronta a proseguire. A te non importava la gravità di un problema, te ne stavi lì amandomi semplicemente, così come dovrebbero essere i rapporti veri, di cui ti fidi. 13 anni, un po' meno della metà dei miei anni trascorsi vicini. Tu che o mi buttavi giù la porta o ti nascondevi sotto il tavolo se c'era il temporale, che ululavi se sentivi un'ambulanza, che mi rispondevi se provavo ad abbaiare!!! Tu che ti facevi immediatamente tremolante e piccolo nonostante i 60 kg di ciccia pelosa. Routine, carezze, nomignoli, il nocciola di quello sguardo...questo mi mancherà. Hai trovato la forza per combattere, per starmi accanto quando stava per finire il tempo a nostra disposizione. Qui davanti a casa mia, dove dopo cena racimolavi qualcosa, dove ti addormentavi ora l'hai fatto per sempre. E' proprio vero che un sentimento forte lo porti dentro in eterno, lo costruisci giorno dopo giorno dando il massimo per poter attingere ancora ad un ricordo e farlo sembrare palpabile. In questi ultimi giorni mi mancava il tuo essere geloso, il non sentirti mugugnare se non coccolavo prima te. Pupone e Pippo sono qui con me in questa lunga notte. Io scrivo su uno scalino e loro stesi sulle mie scarpe sono tristi. Io conosco ciò che mi vogliono dire, esattamente come conoscevo te. C'è un vuoto sul tappeto, manchi tu a sorreggere i miei sogni di notte, ad abbaiare ai cani dei vicini. Non avrò più le tua bave sui jeans, quelle che fanno schifo a tanti, la tua forma da orso che spaventa la gente ma loro non sanno che voi siete chiamati Giganti Buoni e dentro portate un cuore dolce. Io l'ho sentito battere accidenti. Lo sentivo quando ti sistemavo il pelo...secchi e secchi di piumino...da farci una coperta per l'inverno. Ti ho amato in ogni momento anche in quella pausa pranzo dove mi hai distrutto mezza macchina per prendere un gatto nascosto sotto o quando mi hai buttato per terra dopo un "saltello" e la mia mano si è incollata al cemento. Dicembre è un mese brutto e triste, mi allontana da chi tengo, anche stavolta è stato così. Un Natale senza te, senza vederti ricoperto dalla neve, senza poterti dare un super osso da mordere per un nano secondo! Caro Homerino mio riprendo la penna per te, perché si scrive se si ha una forza dentro tanto grande che non ti basta la voce. Ci sono lacrime ora, non ce la faccio a smettere, non posso pensare che sia vero. Ti prometto che cancellerò però la tristezza dal viso per dare spazio ad un sorriso, voglio che tu mi veda serena da lassù, voglio saperti felice e pronto a essere te, immobile sotto l'acqua come una sfinge o attaccato al rubinetto a bere. Fatti nuovi e sinceri amici ma non dimenticarti mai di me...Ti tengo stretto nei miei pensieri come un palloncino, voli nell'aria ma c'è un filo che non ti fa andare lontano dalla tua padroncina.