venerdì 20 maggio 2011

Estremista

Sono un'estremista.
Io li ho sti giorni dove mi chiedo cosa sono.
Oggi mi vedo così.
Una che deve portare le cose alla massima potenza.
Un sentimento o uno scopo qualsiasi.
Mi piace vincere, arrivare prima.
Come quando facevo i temi a scuola, i voti più alti erano i miei, vincevo i concorsi di poesia e mi sentivo importante improvvisamente.
La botta di culo di "essere qualcuno" anche solo per un frangente.
Vivo ancora esattamente così.
Se voglio una cosa io la devo avere e divento egoista.
La parola mi da fastidio solo a scriverla, è una di quelle che non dovrebbero entrare nei vocabolari ma nel mio, aimè c'è.
E me ne rendo conto di non rispettare quello che ho intorno ma è più forte di me.
Le tue radici te le tieni e sono cazzate quelle dei cambiamenti totali e sconvolgenti.
Io non ci credo.
Uno è quello che è e che sia giusto o sbagliato, l'importante è piacersi.
Un fondo ti rimane. Non lo cancelli.
Io di me non cambierei nulla.
Mi lascio i momenti di gloria perchè mi danno spinta.
Io vivo di negatività che mi fanno stare bene quanto un premio dato saltuariamente.
Prendo tutto e lo carico fino al prossimo evento.
Voglio uno spazio mio, dove so di essere prima in qualcosa, per qualcuno,in una situazione.
C'è qualcun altro così. Per forza.

mercoledì 18 maggio 2011

Oggi non sono felice.

Non conosco altro che me stessa e per questo sto così.
Non so nemmeno se è verità o intuizione errata.
Oggi vorrei fosse diversa la storia.
Oggi non sono felice.

martedì 17 maggio 2011

Protetta?

Ma esiste un posto dove voi vi sentite veramente sicuri???
A volte io ci penso e credo ci sia ma non ci abito quasi mai.
Che assurdità mi dico!??
Eppure è così!
Una contraddizione di fondo che non fa rispettare "al padrone di casa" le proprie regole.
Sarà per quello che, in giorni come oggi, mi viene voglia solo di scrivere e punto.
E' il mio diversivo di base.
Il posto dove mi sento quasi sicura.
Mi complico la vita nel giro di 2 minuti perchè complicandomi ho l'idea di capire meglio cosa voglio e cosa vorrei dire, semplifico e amplifico e poi chissà che succede...
Ogni volta non lo so. Mi pare di stare meglio all'improvviso e di aver trovato l'angolo della consolazione che volevo e poi....è un miraggio che non so mai quanto durerà.
Ma che ci faccio qui se questo è il risultato abbordabile ma non sicuro?
Che ne so! Io ho sempre paura di cosa mi dico. Sono brava a prendermi a schiaffi e ad accarezzarmi subito dopo.
Sembro fatta per protestare, per non aver mai pace.
Scrivo sta frase e mi sembra di vedere le vostre facce che mi dicono che sono vittima degli amplessi di un'adolescente che non cresce, che non sa cosa vuole, che non sa cosa sta dicendo.
Il cambiamento fa parte dell'essere giovani ed io sono giovane.
Ci sono vari tipi di cambiamento : quelli che ti toccano, quelli che decidi tu.
Magari in questa turbolenza ci trovo il mio rifugio...chi lo sa!!
Fatto sta che io so già la risposta ma devo farmele ste domande che tutti si farebbero perchè altrimenti non avrei un senso.
Il senso.
Il senso è proprio quella cosa che io devo trovare in continuazione in tutto.
Nei fatti e nelle persone.
Non può "capitare" e basta per me, non riesco.
Mi racconto storie e le gonfio e le gonfio o non le carico per niente e le lascio morire.
Rimango e aspetto e non cambio le cose: io me le invento.
Forse è questo il mio luogo sicuro?
La mia mente che non sa dove sbattere, che sfiora e rifiuta?
Tutto è soggettivo.
Dove andare lo decido ora e quando arriverà l'ora.
Non mi manca nulla ma vivo con la malinconia che scorre nelle mie vene, che mi dà la gioia nel cuore e mi cancella i pensieri.
Escono cose dalla mia penna senza saperlo e poi mi rimprovero, ma poi non è vero, sono loro che rimproverano me.
Il tempo non è mai sprecato, almeno il mio.
Qualcosa cerco, so anche cosa ma perchè arrivare subito alla meta?
La tana ce l'hanno tutti e sono tutte occupate.
Ne ho lasciata una tempo fa e pensavo di ritrovarla scrivendo di lei. Che scema!
Ma a cosa penso? Devo dirmi a cosa sto pensando ora!!
E' come se qualcuno mi stesse a guardare in continuazione e sento la paura di sbagliare e che faccio? faccio tutto come "va fatto"!
Ahahhaa proprio io che me ne fotto di chi non corrisponde alle mie linee stimolanti.
Chissà se banalmente sono come tutti quelli che giudico senza farmi sentire mai.
Bhè, mi sistemo un pò sul cuscino della sedia, mi raddrizzo la schiena e si riparte a far ciò che stavo facendo fino a 10 minuti fa...Prima di chiedermi se esiste un lato di mondo, un cuore di qualcuno, un fantomatico oggetto dove nascondermi per esser protetta.

Persone...

Ci sono persone strane e quelle che strane non lo saranno mai.
Ci sono persone da ascoltare ed altre da ignorare.
Ci sono persone che vogliono annoiarsi e quelle che non vorrebbero farlo mai.
Ci sono persone inventate ed altre che sono realmente perfette.
Persone che non emettono suoni e persone che urlano infastidendo.
Io non so a cosa appartengo.
Io che se chiudo gli occhi mi sento cadere e se non lo faccio provo la stessa sensazione..solo che è diversa.
Io che passo da un'emozione all'altra come cambiassi un vestito al mattino.
Io che mi gusto gli errori e cerco di camminare su un filo che ho masticato con i denti un attimo prima.
Come si può pensare che io cambi strada?
Non parlo difficile, è il resto che non è mio che è un casino.
Mescolo le carte e vinco o perdo sempre nella stessa identica maniera.
Parole, giochi e persone che formano sinonimi che capisco solo io.
Da una vita.


lunedì 16 maggio 2011

Le sento.

"Poco importa come sia accaduto" disse.
Basterebbe non parlare per ritornare in quello stato di assoluta innocenza.
Dove la voce non arriva il cuore si innamora.
"Chissà a chi pensi..." disse.
La cosa migliore è non decidere nulla in anticipo per non deludere le aspettative.
E invece si fa l'esatto contrario andando dritti dritti dove non si pensava.
Gli passo accanto e non alzo lo sguardo:
è l'attimo del grido taciuto.
Potrebbe sembrar strano ed irrisorio ma non si ammettono mai le stesse cose nell'uguale momento.
Ho letto poco le storie della gente eppure sono diventata questa.
Guardo chi si impaurisce dentro a dei frangenti che non riconosce come suoi e vedo gesti che si ripetono per 3 o 4 volte, uno dopo l altro, sempre uguali.
"Ti vedi come una donna con le ali controvento?"mi chiese.
Non c'è limite ad una poesia.
Le vocali sono suoni da imparare,
arrivano dall'uomo.
Nel voltandomi le sento.

Cattiva influenza.


M'incammino sul palco
e ammutolisco.
Ero decisa ed invece è andato tutto a puttane.
Non era così nella mia testa.
M'ero scritta la trama.
Ma era tanto per fare,
per chiacchierare,
con chi poi?
Qualcuno che non esiste probabilmente.
Prendo il mio coraggio
per accorgermi poi di tapparlo nella bocca.
Me ne torno in strada
col mio mondo sulle spalle,
pesa
ma è il mio.
E sto bene a viaggiare da sola
nelle vie
dove non c'è nulla 
dove c'è il cemento 
dove senti la paura.
Nella stessa testa,
con la mia solita borsa.
Chi può dire cosa sono?
Cambio spesso per timore della scoperta altrui.
Ci sarà una possibilità anche per me,
quelle che accadono nei film
quelle che forse non capitano mai.
Che importa,
ad essere pazzi aiuta.
Le idee segrete sono tatuaggi sulla pelle,
non le togli
non le bruci mai.
Trascino i piedi e salgo in auto 
e la musica è forte
come io non sono.
Sono la mia cattiva influenza.
L'unica vera bastarda amica.

domenica 15 maggio 2011

Egoisticamente mio.

Non esiste fine.
Dannazione come lo so.
E' la voglia di accarezzarsi i pensieri,
di risentire che sono lì,
non appena percepisci una lesione,
mentre hai l'estremo bisogno di qualcosa che non ha nome.
In punta dei piedi
entri in sogni che sospetti
e scopri che sarà per l'eternità.
Illusioni e verità
sono malattie dalle quali non si vuol guarire.
Nulla sfuma
tutto è chiaro.
Tutto è per me.
Egoisticamente mio.