mercoledì 18 agosto 2010

Acerba.

Via dalle case rumorose
lontano dai frastuoni che non concepisco
scappo dalle luci di scena
allontano le conversazioni.
Acerba
da sola
vedo tutto dall'alto.
Su tetti rossi
tra pezzi di cose rotte
tra ciò che sembra secco
tra la morte degli esseri.
Sospiro e non mi curo.
Lascio a terra i bagagli
lancio ciò che mi abbellisce
rimango semplice
senza colore
un pò bianca
un pò nera.
Tenue e tenace.
Buona e cattiva.
Bocca muta e occhi che illuminano.
Questo arido deserto porta la venerata pace.
Miro a me e nulla più.
Stridono le ultime scorie addosso.
Cadono e non rinascono.
L'angoscia nel vento freddo.
Io che sazio la mia mente.
Rimango un pò.
Sola.
Meraviglia della mia dolce scomparsa.
Seppure momentanea.

Equivalente

Se ti chiedessi di me
risponderesti tra rime e verità?
Se ti donassi ciò che vuoi?
Di sicuro mi vorresti.
E non dire che non lo sai
e non voltarti dove si arriva mai.
Forse ti pare che io sia misera
ma sono fatta di poco
quello che basta.
Tutto in sospeso
come l'aria che ci accompagna.
Entusiasmante l'inferno
che addormenta poi il gettarci via.
Eccitante morire col cuore legato.
Pietà e malattia.
Dal suono più lontano
si trova la luce.
E danziamo sull'inattaccabile.
Se ti portassi a me?
Balleresti tenendomi dal fianco.
Con la mano sulla mia.
Con la guancia al color di timidezza.
Zotica risata che disegna quest'immagine.
Ogni cosa al suo tempo.
A quando l'istante?
Sarà subito se ci pensi.
Potrò restare discordante.
E' cosa dovuta!
Equivalenza che tace.
Giusto gusto che con grazia godo
e sa di te.

lunedì 16 agosto 2010

"Quel" giorno in più.


Manca sempre il "giorno in più"..quello che ti mette l'anima in pace, quello che ti fa dire che sei arrivata, quello che ti chiarisce le idee, quello che ti fa vedere in faccia la soluzione, quello che ti da' una garanzia, quello che ferma le solite corse, quello che ti distribuisce la forza di dire d'aver visto una fine e ti dà il coraggio di affrontare una nuova strada.
Io lo ricerco da sempre, in ogni cosa che faccio, in ogni hobby che coltivo, in ogni rapporto che mantengo.
Mi servirebbe mettere al presunto traguardo di ogni strada un ostacolo insuperabile, uno di quelli che non riuscirò mai a scavalcare, uno che mi generi davvero paura.
Perchè non so dire STOP?
La fiducia che dò, l'ostinarmi a fare qualcosa che probabilmente non fa per me, il cruccio di proseguire nonostante la limpidezza dei fatti...questi sono tutti sentori che dovrebbero darmi una scossa ma è come se trovassi questo autolesionismo un pò piacevole.
Sono in balìa di quella convinzione di "mai fine" e adesso mi punisco con le mie stesse parole!
Sò lo sbaglio e sò gli effetti che provocano su di me.
Vivo in questa vita come non fosse una vera vita.
Non ci sono eppure il mio corpo è qui visibile a tutti.
Non ricordo ciò che mi accade ma difficilmente dimentico.
Confusa e non logica penserete...ma lo sono più di quello che potete immaginare.
Sono sbadata eppure perfettamente lineare.
Sono ossessiva e allo stesso tempo menefreghista in molto.
"Il giorno in più" mi servirebbe per sistemare molte situazioni lasciate al caso: tutta colpa di questo essere indecifrabili!
Recupererei persone perse per giovani litigi, affronterei i miei sogni e non li lascerei marcire in un cassetto in soffitta, colpirei al cuore chi mi ha ferito.
Vorrei uno sguardo che uccide l'anima, vorrei il veleno per spacciarlo da buon vino da offrire.
A questi momenti di non ritorno ci penso e dire che mi mangio le mani per il fatto di non avere una nuova possibilità è poco.
E' questo il punto centrale: "la seconda possibilità". Qualcosa che manca e che non avrò mai più.
Qualcosa che non avrebbe senso vivere ora perchè probabilmente non "sarebbe la stessa cosa".
Lascia l amaro in bocca questa terribile faccenda.
Lascia delusione e un pò di sconfitta personale.
Io ci squazzo in questo stato e sembra sia la dimensione più consona per andare avanti anche oggi.
Ci lavoro..ma forse non troppo..non come dovrei.
Rincorro e inciampo.
Osservo minuziosamente e poi tolgo subito lo sguardo.
Ho paura e si sà..gioca brutti scherzi.
La giusta grinta per buttarsi non mi manca, ma sapere quando è il momento per farlo non è un gioco da ragazzi.
Il giorno in più.
"Quel" giorno in più.
Forse sarebbe inusuale volerlo.
Forse sarebbe solo egoismo.
Forse sarebbe mancanza di coraggio mai avuto.
Forse sarebbe davvero impagabile.

domenica 1 agosto 2010

Cara Lisa..

Quando sentivo la parola "trasloco" mi veniva la pelle d'oca all'idea ma ora che ci sono dentro vorrei non andarmene mai.
Non parlo delle corse tra una casa all'altra, degli scatoloni pesanti, della polvere che ti si attacca ai capelli assieme alle ragnatele...parlo di molto di più..del senso nostalgico (quasi romantico) che si racchiude nei ricordi di una persona.
Rivango nel passato, mi guardo con un sorriso e non nego nessuna sfumatura.
L'album dei miei anni passati è colmo di fotografie meravigliose, straripano i sentimenti, sento il profumo di ogni situazione vissuta e mi tuffo in quei giorni che vorrei non smettessero mai di esistere.
Ho aperto quella scatola...(da una vita la mia preferita)...e mi sono sdraiata sul tappetto come a 17 anni : io, la mia camera, la mia luce appena accennata, le mie lettere, i miei fogli incompleti, i fiumi di pensieri, la corsa per captarti tutti e non lasciarsi scivolare via, i litri di inchiostro, le lettere che ho riletto con piacere e tenerezza, i regali che chi mi vuole bene mi ha donato per farmi sentire unica .
In questo "frastuono di oggetti" non nego la mia commozione!
La bellezza nell'aprire una busta e la voglia di sapere cos'ha da dirti qualcuno è ineguagliabile...non c'è serata che tenga.
Questo non se lo ricorda più nessuno.
Assaporo la magia, l'odore del mio passato, la beata voglia di poterci tornare grazie a queste piccole ma travolgenti cose.
Guardo indietro e mi sento bene, mi sento davvero IO e mi chiedo perchè non riesco a percepire più spesso questo idilliaco stato.
Dannazione a me e alle mie frenetiche giornate!
So bene dove trovo la pace, conosco la strada per la gioia ma fatico a raggiungerla e ritorno l'Alice nel labirinto di sempre.
Ognuno ha un posticino segreto dove rifugiarsi.
Qui non ci si nasconde perchè non si apprezza la propria vita.. qui ci si ricarica di nuova linfa!!!... ci si lascia andare in assenza di gravità.
Non fatemi tornare, non fatemi tornare, non fatemi tornare.
La mie 4 conosciute mura, le note della mia vecchia musica, i miei fogli ingialliti : questo è il mio vero mondo!
Lo amo, lo amo, lo amo, lo amo, lo amo, lo amo, lo amo, lo amo dannatamente.
Rileggo ciò che scrivevo 10 anni fa e mi accorgo di come non sono affatto cambiata...e questo un pò mi rassicura..mi insegna che sono coerente almeno con ciò in cui credo "eccellente" per dare carica alla mia estasi.
Poche persone hanno la chiave del mio spirito, solo alcune mi fanno sentire davvero indispensabile nonostante io non sia poi così speciale.
Sono convita che VI DOVEVO INCONTRARE..era il mio destino.
Un bel giorno qualcuno mi disse: "Non trovare mai banale ciò che scrivi..se rileggendoti saprai donarti ancora emozioni..allora significa che sei ed eri perfetta per quelle parole".
Non trovo strano, in effetti, sentirmi esattamente così.
Le mie righe sono io, sono i miei sentimenti difficili da esporre, sono i miei segreti da rendere noti.
Ecchissenefrega allora se trovo la mia dimensione ascoltando un cd vecchio 10 anni di Neffa!!!
Oggi non mi presento nemmeno. Lisa e punto. Segno che il giorno primo agosto 2010 io sto bene! Ritrovare le proprie radici è sempre la cosa migliore che ci possa capitare in questo mondo che ti toglie il fiato e ti fa dimenticare chi in realtà sei, cosa vorresti e cosa ami davvero.



venerdì 23 luglio 2010

Irresistibilmente Noi.

Si nasce in un unico corpo
si è soli,
in cerca di saperi.


S'impara a parlare,
si indaga sul mondo sconosciuto,
si incontrano persone,
cambia il nostro essere.


Si cresce con una testa di esperienze
si vive con il cuore
ma si impara a mediare.


Dovrebbe esser questa la linea madre,
si potrebbe crederci
si dovrebbe farlo.


Ci si intana in malumori
si costruiscono muri
si è accondiscendenti
ci si fa mediocri.


Poi finalmente il giorno della scossa,
mai più sciupati in volti standardizzati
sempre nuovi
ancora pronti a vivere.


Altalenanti ma mai sazi.
La voglia del bello nasce in tutti prima o poi.
Innanzi ad uno specchio vediamoci "solo" impeccabili.
Armoniosi e irresistibili perfino a noi stessi.

venerdì 2 luglio 2010

E se all'improvviso..non fossi più qui?



Innanzi tutto non scriverei sul blog e ciò mi dispiacerebbe davvero tanto! ;)
E' da un pò che medito se condividere o meno con voi questo tema.
Immagino la faccia che farà qualcuno nel leggere del suddetto argomento... terribilmente triste e cupo....Ma aimè, nella vita, c'è anche questo.
Io me lo immagino come sarà ..e credo che tutti ci siano passati da questo pensiero almeno una volta.
Probabilmente non è un discorso da affrontare al bar o quando esci con gli amici.
Ma quando sei tra te e te puoi anche permetterti determinate cose...e questa è una di quelle.
Nella mente non ti vede nessuno, poi pensare di uccidere qualcuno o semplicemente andare a portare a spasso il cane.
Nessuno vede, nessuno sa, tutto è concesso, tutto non ha un limite, tutto non è banale, tutto trova il giusto senso, tutto è perfetto.
Spiegare agli altri cosa vorresti restasse di te sembra ridicolo, sembra una pallosità, qualcosa che pare sempre scontato.
Ti senti un pò il Jim Morrison della situazione.
Parli di morte, la negatività ti si legge in faccia, vuoi che gli altri ti amino nonostante tu sia un tossico oppure uno che probabilmente si suiciderà.
Io credo che, sia l'individuo buono che quello cattivo, arrivino a pensare a questo argomento e si facciano film nella testa e si concetrino sulla classica immagine da film che ti fa vedere chiaramente chi sprecherà lacrime al tuo funerale.
Mi sento tetra già da sola senza che qualcuno lo pensi di suo, ma infondo io sono anche questo.
Sono affascinata da tutto ciò che sembra "cattivo" nonostante io sia una "buona"doc.
Mi spaventa il fatto di non esserci più, il fatto di soffrire, il fatto di perdere chi amo davvero, il fatto che alcune persone cercheranno la mia presenza, il fatto che nonostante tutto io ci sia per sempre... Mi metto un pò di paura..almeno credo sia quella.
Mi butta a terra, ma sono nello stesso tempo serena e tranquilla.
Non so come spiegare.
Serve equilibrio anche qua. Questo maledetto, che non si fa mai mancare niente della mia esistenza!
Queste sono solo righe che, come spesso accade, lasciano il tempo che trovano...ma un fondo di verità credo ci sia.
Tornando a quel giorno..Mi vedo abbracciata, mi sento come avvolta dalle coperte d'inverno, c'è caldo e tenerezza, mi viene anche un pò da piangere ma non lo faccio perchè la gente non vorrebbe questo, mi sento di essere posata, mi sento che ho dato ciò che volevo, mi impongo di essere l 'angelo custode per alcuni di voi.
Parlare di questo ti fa sentire "strana", sembra un tabù..peggio del sesso, dell'aborto, dell'eutanasia..
Quando si devono affrontare argomenti "difficili" non si sa mai come fare.
E allora?
Tutti tacciono, nessuno espone un'idea.
Io parlo di gente comune...non certo dei super eroi di un parlamento che sanno il fatto proprio (è ovviamente ironia).
E' capitato "troppo poco spesso" che io esponessi un mio pensiero sulla mia futura morte.
Ma se non lo faccio poi mi mangio le mani.
E' come se scrivessi da una vita ciò che mi tormenta, ciò che mi rende felice, ciò che credo problematico, ciò che amo in generale e non parlassi di un argomento importante e basilare che farà certamente parte della mia esistenza.
Io ho paura degli incidenti.
La mia convinzione è di andarmene con uno di quelli.
Ne ho fatti alcuni in questi anni e non certo per causa mia.
L'ultimo è stato quello che più mi ha scosso.
Quello dove posso dire "diaverevistolavitascorrermidavantiagliocchi".
E' durato una miseria di tempo ma quando la macchina gira e tu non sai che cavolo fare ti parte il pensiero di mollare tutto ADESSO e ti fai una sorta di scaletta mentale di ringraziamenti.
Io lo sapevo chi ci sarebbe stato nella mia scaletta e la conferma c'è stata.
Avrò le mie lacune, i miei momenti dove "noncisono" ma in questa immaginazione futura ci sono eccome.
Poi chi lo sa, magari divento bisnonna per qualcuno e campo fino a 105 anni e mi mandano in onda su Studio Aperto!
A parte questa parentesi di celebrità, ciò che voglio realmente dire è che certi argomenti sono difficili da affrontare e spesso si lasciano marcire dentro di noi.
C'è la paura, c'è il lasciare andare, c'è l'imbarazzo, c'è il momento non giusto, c'è il fattore poca fiducia, c'è la voglia di avere segreti...ma lasciare un 'idea non è importante per la gente?
La Nostra idea intendo!!
Io vorrei che un giorno qualcuno sapesse di me, delle mie convinzioni, delle mie paure e dei miei sentimenti veri.
Forse è anche questo uno dei motivi per cui scrivo da sempre.
La bellezza di leggersi dentro porta ad una soluzione.
Il coraggio delle proprie parole ci fa rischiare.
La voglia di far sapere non deve avere ostacoli.
Io ho messo a repentaglio amori, amicizie ecc "grazie"ai miei pensieri ma non so fare altrimenti.
Io penso e dico, che sia giusto o sbagliato.
In ufficio hai regole, per strada hai regole, al cinema hai regole..ovunque..ma non nella mia testa!
Io qui non le voglio, non le ho mai volute...Quando senti che un pensiero ti scoppia dentro lo devi fare uscire e spedire al destinario.
Vada come vada.
O capiscono chi sei e ti apprezzano o ti danno un calcio in culo.
Io scrivo della mia morte perchè tanto ci sarà.
E' dolore, è qualcosa che stringe il cuore, è lacrime ma è la prassi.
E su certe cose non ci si scappa.
Qui si è tutti uguali..Ma la mia differenza me la costruisco adesso.
Mortal kiss :)




martedì 29 giugno 2010

La notte.


La notte,
di per sè buia,
tremendamente malinconica.
Fa alzare i pensieri
dona voglie che spesso mancano,
slancia,
traccia una strada,
insegna a leggere le scoordinate memorie,
aumenta l'ordine
trova un senso.

La notte,
in lei voglia di solitudine,
miraggio di appagamento.
Si raccoglie la pace,
ci si mastica la voce.

Tace il solito canto edificando il vuoto.
Lentamente poi svanisce,
gli occhi si lasciano spegnere,
il nero è steso,
l'ordine è coscienza,
la mente sgombra.

La notte,
scomparsa del giorno,
gioiello nascosto nell'ombra.